Il Prof. Carlo Grassi si è spento nella sua casa di Milano la mattina del 4 gennaio 2022, alla età di 95 anni.

E’ possibile che alcuni giovani Pneumologi non ne conoscano appieno il profilo ed è per questi che scriviamo questo ricordo, ben consci che comunque, quando tra qualche decennio, qualcuno scriverà la storia della Medicina Respiratoria, Carlo Grassi ne occuperà molte pagine, emergendo tra gli altri come protagonista assoluto.
Questo ricordo, come avrebbe voluto lo stesso professor Grassi inizia a tratteggiarne il profilo umano, lasciando sullo sfondo il quadro scientifico accademico che verrà solo accennato.
Sotto il profilo umano si può dunque descrivere Carlo Grassi come un uomo di grande cultura, a suo agio in qualunque contesto, ufficiale e non, una persona d’animo nobile, prodotto di uno stampo antico, una di quelle Personalità Accademiche rare a trovarsi.
Allo stesso modo ci si trova in imbarazzo se si deve scegliere la maggiore tra le Sue innumerevoli grandi qualità: probabilmente ciò che più ha sempre colpito sia i Collaboratori abituali sia i Conoscenti più occasionali sono stati la sua grande auto-ironia (ben lontana dalla auto-celebrazione) e il rispetto totale dell’interlocutore. Rispetto che si è sempre tradotto in una disponibilità totale all’ ascolto e al consiglio professionale: la porta del suo studio di Pavia era sempre aperta (pur con la discreta mediazione della infaticabile Giovanna) e il suo patrocinio sempre disponibile per qualsiasi pneumologo avesse buona volontà e adeguata formazione professionale.
Questa impronta umana è stata trasmessa a tutti i suoi “prodotti”, sia direttamente nell’ ambito della Scuola di Pavia- la cui vitalità e fertilità han consentito ad alcuni dei suoi allievi di raggiungere i massimi livelli della carriera Accademica- sia indirettamente attraverso coloro che il suo saggio consiglio ha portato a ricoprire con successo prestigiosi incarichi direttivi in importanti ospedali italiani.
Del resto non poteva essere diversamente, con una tale personalità che non solo è riuscita a trasformare la propria formazione tisiatrica in un completo dominio della intera disciplina medica respiratoria ma anche a guidare la transizione delle numerose “divisioni” di Tisiatria sparse per il Paese alla fisiopatologia e al sempre più vasto e impegnativo campo delle malattie dell’apparato respiratorio, fondando nella pratica la moderna medicina respiratoria italiana. Il tutto grazie alla impareggiabile visione del futuro che lo contraddistingueva. A puro titolo di esempio si può ricordare che nel lontano 1974 fondò la prima Scuola italiana di Specializzazione in Fisiopatologia e Fisiochinesiterapia Respiratoria.

Per accennare brevemente al profilo scientifico, seguiamo Carlo Grassi nella Sua carriera.
Laureatosi con lode nel 1950 a Milano, assistente universitario straordinario dapprima presso l’Istituto di Farmacologia poi presso la Clinica Tisiologica della medesima Università, diviene Specialista in Tisiologia con lode nel 1955. Sempre a Milano ottiene importanti risultati nel campo dell’impiego dei farmaci antitubercolari e dei chemio-antibiotici anti-infettivi che costituiscono la base per la Libera Docenza che ottiene in Tisiologia (nel 1956) ed in Farmacologia (nel 1958). Dopo aver ricoperto (dal 1962 al 1968) l’incarico di Cattedratico di Tisiologia presso l’Università di Sassari ottiene la Cattedra di Tisiologia e Malattie dell’Apparato Respiratorio presso l’Università di Pavia, dove organizza non solo la attività clinica, ma anche gli annessi Laboratori di ricerca e le strutture didattiche, guidando l’intero gruppo di collaboratori verso la coltivazione di nuovi campi di ricerca.
Dal 1970 al 1981 gli è conferito l’incarico di proRettore dell’Università di Pavia. Dal 1963 è membro titolare e segretario della Commissione per la Batteriologia e l’Immunologia dell’Unione Internazionale contro la Tubercolosi (IUATLD), dal 1966 è membro dell’International Working Group on Mycobacterial Taxonomy, dal 1960 al 1970 è Segretario della Società Italiana di Chemioterapia, Società della quale diviene Presidente dal 1970 al 1976. Vice Presidente della Società Internazionale di Chemioterapia dal 1971 al 1975, ne diventa Presidente per il quadriennio 1975-1979. Viene nominato inoltre Presidente della Società Italiana di Pneumologia dal 1983 al 1988, della Società Italiana per la Verifica e lo Sviluppo dei Farmaci Post-
Registrazione dal 1987 al 2000, della Federazione Italiana contro la Tubercolosi e le Malattie Polmonari Sociali dal 1994 al 1999, della Società Italiana di Aerosologia Medica dal 1998 al 2000.
Nel 1981 gli viene assegnato il Dottorato in Medicina “Honoris causa” della Università Paul Sabatier di Tolosa, la medaglia di Benemerito della Scuola, della Cultura e dell’Arte, conferita dal Presidente della Repubblica su proposta del Ministro della Pubblica Istruzione (1985), il “Premio Morelli dell’Accademia dei Lincei” per ricerche in campo pneumologico nel 1987.
La sua attività didattica è stata contraddistinta da una grande chiarezza espositiva che si giovava di una
inarrivabile concisione e si è estesa a una attività di giornalismo divulgativo su diverse testate nonchè alla redazione di capitoli di testi di formazione sia nazionali sia internazionali e al coordinamento del lavoro di redazione di trattati editi dalle più prestigiose case editrici scientifiche.

Il Professor Carlo Grassi ha concluso la Sua carriera accademica con il titolo di Professore Emerito della Università di Pavia.

Non sarebbe corretto concludere queste note senza ricordare la sua unione con la Professoressa Giuliana Gialdroni Grassi con cui il Professore ha condiviso oltre 60 anni di matrimonio ed una straordinaria collaborazione in ambito scientifico e didattico.
Conosciutisi sui banchi della Università, entrambi brillanti allievi della Scuola di Farmacologia della Università di Milano diretta dal Prof. Trabucchi, hanno rapidamente sviluppato una fertilissima unione anche in ambito scientifico che ha portato frutti di altissimo livello nel campo soprattutto della Chemioterapia in campo polmonare. Oltre a tutto la Professoressa condivideva con il Professore le stesse doti di simpatia, disponibilità e generosità ed anche ciò ha contribuito a formare una coppia veramente unica in ambito nazionale ed internazionale.

Il Professor Grassi aveva concluso la Sua carriera ma non aveva cessato la Sua attività professionale. Fino a pochissime settimane prima della sua morte il Professor Grassi ha continuato ad aggiornarsi sulla medicina respiratoria (anche sulla pandemia di SARS-CoV2). Ha continuato ad esser invitato a convegni e congressi in giro per l’Italia, eventi ai quali ha portato (spesso richiesto di un intervento conclusivo) la sua inarrivabile dottrina. Ha continuato a interloquire con i Colleghi che hanno avuto la fortuna di incontrarlo, sempre tenendolo in considerazione come proprio “Maestro”.

E come Maestro intendiamo ricordarlo sempre (chiedendogli venia per usare un appellativo che non amava gli venisse rivolto).

Lucio Casali, Stefano Nardini

Nella foto: il Prof. Grassi nel suo studio in occasione del suo novantesimo compleanno